Lei è il presidente del Tribunale federale, cosa implica questa funzione?
Nella mia veste di presidente, sono il volto dell’istituzione e la rappresento verso l’esterno. Insieme al vicepresidente e a un altro membro del tribunale formiamo la Commissione amministrativa. A detta Commissione è affidata la responsabilità dell’amministrazione del tribunale. Accanto alla sua carica, il presidente continua a svolgere la funzione di giudice ordinario e a partecipare alla giurisprudenza della Corte a cui appartiene. È importante, perché è questa la professione che ha scelto.
La separazione dei poteri funziona in Svizzera?
Abbiamo il privilegio di vivere in un Paese in cui il Parlamento, il Consiglio federale e il Tribunale federale si rispettano vicendevolmente. Ogni potere è consapevole del fatto di avere competenze proprie e di dover tenere conto delle competenze degli altri poteri. La separazione dei poteri esiste dapprima solo sulla carta della Costituzione e prende vita unicamente attraverso la volontà di tutti di rispettarla. Per il futuro della Svizzera e della nostra istituzione, auspico che il Tribunale federale resti un punto di riferimento e un fattore di pace sociale. È particolarmente importante in un’epoca in cui l’autorità viene sempre più messa in discussione.
In futuro, l’intelligenza artificiale (IA) aiuterà nella redazione delle sentenze?
Secondo me l’IA non si presta all’adozione di decisioni giuridiche. Essa si avvale di calcoli di probabilità basati su informazioni già esistenti, ovvero sul passato. Al Tribunale federale, invece, siamo costantemente confrontati con nuove questioni inerenti alla società e quindi con nuove problematiche giuridiche. L’IA non è adatta a tali compiti. Per contro, è utilizzata ad esempio per anonimizzare le sentenze del Tribunale federale che vengono tutte pubblicate su Internet. Ma sono le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori a dare il tocco finale. Attualmente, stiamo anche sviluppando un’applicazione per le traduzioni e i riassunti di testi. A mio parere, l’IA deve restare uno strumento a sostegno del processo decisionale: la decisione stessa spetta sempre ai giudici, ovvero a donne e uomini consapevoli della realtà umana dei casi che sono chiamati a giudicare.
Il presidente del Tribunale federale è eletto dal Parlamento per un periodo di due anni. Rappresenta il Tribunale federale verso l’esterno.